Rassegna stampa

24/08/2008

"SENZA UNA GRANDE INTESA NIENTE RIFORMA".

«Evitiamo che il federalismo diventi un successo politico della Lega, i nostri interlocutori devono essere Formigoni e Galan». Enrico Letta, Pd e ministro ombra del Welfare, riunisce da oggi in Trentino il suo «VeDrò», pensatoio per l'Italia del futuro. Il Pd è pronto al dialogo o Berlusconi dovrà fare da solo, come ha già minacciato?

19/08/2008

LA POLITICA COME PROFESSIONE.

Come ogni anno, anche in questo cinquantaquattresimo anniversario della morte parliamo di Alcide De Gasperi. Ricordarlo, senza trascinarlo strumentalmente nel presente, serve anche al presente.
Serve ai politici di oggi come forma di "autocoscienza comparata", e serve ai giovani di oggi per "scoprire" un ideale di uomo politico realmente esistito e, dunque, possibile anche oggi.
Sono infinite le lezioni lasciateci dallo statista trentino, scomparso il 19 agosto 1954.
Basterebbe riflettere sul fatto che senza di lui (pur puntigliosamente rimosso nella maggior parte degli interventi nel parlamento italiano solo venti giorni fa in occasione della ratifica del Trattato di Lisbona) probabilmente oggi non staremmo a discutere di Unione europea.

09/08/2008

ENRICO LETTA: "BASTA ANTI-BERLUSCONISMO E SALOTTI, IL PD DIVENTI NAZIONALPOPOLARE".

È un momentaccio per il PD, ed Enrico Letta non se lo nasconde: «Da pane e cicoria». Perciò bisogna guardare avanti e lavorare sodo: «Il nostro futuro è oltre i recinti tradizionali».
Onorevole Letta si allunga la lista dei pd che si confrontano con Berlusconi: Bassolino, Cacciari, Chiamparino, mentre Veltroni, che prima dialogava, ora fa opposizione dura. Non sono scelte che stridono?
«È il frutto dello sbandamento post elezioni. Forse perché s'era creata l'aspettativa di una possibile vittoria, o almeno di un pareggio, che i numeri hanno dimostrato non essere mai stata realistica. Il PD ha dato l'idea di non stare all'opposizione ma in una sorta di limbo»...

07/08/2008

Enrico Letta: "Voglio un Pd alla Pippo Baudo".

Adesso la nuova stella polare del Pd deve essere il centro. Basta con gli inseguimenti alla sinistra. E' al centro che batte il cuore degli italiani. Enrico Letta, ex braccio destro di Romano Prodi a Palazzo Chigi, avverte Walter Veltroni. L'autunno del Pd si annuncia piuttosto caldo. L'esito del congresso di Rifondazione, con la vittoria dell'opzione anti Pd di Paolo Ferrero, di una carta in più a coloro che per le bandiere rosse hanno un'antica allergia.

02/08/2008

Enrico Letta: "Sulle preferenze sosteniamo l'iniziativa dell'Udc".

"Il tema delle preferenze è centrale in una fase politica delicata quale quella che stiamo attraversando. Non possiamo permettere che si affermi, come per inerzia del dibattito pubblico, l'idea che per entrare in Parlamento non sia necessario sottomettersi al giudizio diretto degli elettori. Una democrazia che funziona non può fare a meno di ruotare intorno al circolo virtuoso tra potere, responsabilità e sanzione. Senza le preferenze il fattore 'sanzione' viene meno. E tutto il meccanismo evidentemente ne risente".

30/07/2008

Enrico Letta. "Welfare, la settimana dei pasticci".

Tutto in una settimana: la norma anti precari, il Libro verde del ministro Sacconi, l'emendamento che modifica i criteri per la concessione dell'assegno sociale. Da alcuni giorni il sistema del welfare italiano è al centro di una frenesia normativa e politica che potrebbe ridefinirne fisionomia, obiettivi, rispondenza alle reali esigenze del Paese.  Una frenesia che, pur riflettendo la legittima aspirazione riformista del governo in materia, si sta traducendo, nel metodo, in una serie di errori procedurali e in una grande confusione normativa e, nel merito, in una sostanziale schizofrenia di fondo riscontrabile puntualmente nelle scelte dell'esecutivo a fronte delle numerose dichiarazioni di intenti.

29/07/2008

Enrico Letta: "Su principi e strategie intesa possibile, ma nei fatti il governo si contraddice".

Il Libro Verde sul Welfare? Parlia­mone pure, dice Enrico Letta, ma a partire dalla «logica contraddit­toria » che muove questo governo. «Sui principi e le strategie si sentono dire cose anche condivisibili. Poi sui fatti concreti che riguardano la regola­mentazione del lavoro e lo stato so­ciale assistiamo a decisioni che van­no nella direzione opposta. Ultima la norma anti- precari, ma non solo quella ». Il ministro ombra del Lavoro ed ex braccio destro di Prodi a Palazzo Chi­gi è stato tra i primi nell'opposizione a sostenere la necessità di un dialogo aperto con il governo quando nei giorni scorsi il ministro del Welfare Maurizio Sac­coni ha presentato il suo progetto. Neces­sità che oggi riconfer­ma, sottolineando co­me « il Partito demo­cratico non possa es­sere conservatore » perché il sistema ita­liano del welfare è vecchio e inade­guato e « bisogna innovare » . Ma, av­verte, « di fronte ai tentativi di sman­tellare alcuni istituti di protezione e garanzia dobbiamo dire no » .

27/07/2008

"NON SOLO PRECARI, FLESSIBILITA' PER TUTTI".

Caro direttore, il primo atto legislativo importante del nuovo ministro del Lavoro e del Welfare consiste in un drastico allargamento della possibilità di assumere lavoratori a termine, probabilmente al di là di quanto consente l' ordinamento comunitario europeo. È un intervento molto incisivo, dunque; ma viene attuato di soppiatto, sotto forma di emendamento aggiuntivo al decreto-legge n. 112 trasmesso dalla Camera al Senato in questi giorni, nascosto in mezzo a cento altre misure diverse.

26/07/2008

ENRICO LETTA: "SI', IL BIPARTITISMO E' FALSO".

«Guardiamo agli ultimi anno: è tutto vero, indiscutibile. Sono irrisolti i nodi delle riforme istituzionali, della giustizia. Ma la tesi del seminario coglie nel segno anche rispetto al presente: bisogna buttare a mare questo finto bipolarismo, che non tiene conto delle reali forze in campo, impedisce a sua volta la soluzione dei problemi e nei fatti avvantaggia solo Berlusconi». Enrico Letta non interviene sul palco del seminario, ma condivide in pieno l'analisi che Ferdinando Adornato fa nella relazione di apertura. Muove una forte critica al «leaderismo senza partiti», capace solo di «creare illusioni tra gli elettori, con l'idea che il leader da solo possa risolvere tutto».

24/07/2008

NUOVE PROVINCE, IL RISIKO DI ROSSO RACCOGLIE UN CORO DI NO DENTRO IL PD.

Un coro di no: è quello che arriva dal Pd piemontese alla proposta lanciata l'altro ieri dal parlamentare Pdl Roberto Rosso di cogliere l'occasione della creazione della città metropolitana di Torino per ridisegnare i confini di tutte le province della Regione.  Alessandro Bizjak: "Un coordinamento tra le Province piemontesi del Nord, a regia regionale, potrebbe rappresentare, senza costi e sovrastrutture aggiuntive, una risposta rapida, efficace e concreta alle esigenze di quei territori".

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Alessandro Bizjak - Consigliere Regionale Regione Piemonte
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