Rassegna stampa

01/10/2008

ENRICO LETTA: "QUANDO SUONA LA CAMPANA".

La crisi è arrivata. Avevamo sperato, forse qualcuno si era illuso, che l'Europa e l'Italia potessero restarne immuni. Invece il contagio c'è stato, e nessuno può prevedere quando l'"effetto domino" si arresterà. Ora dobbiamo capire quanto la nostra economia sia rimasta in questi anni esente dall'eccesso di finanziarizzazione che è alla base della situazione odierna. C'è da sperare che se ne sia tenuta lontana il più possibile.
Per capire, cerchiamo di tornare ai fondamentali e di analizzare con freddezza e lucidità i fatti semplici di cui siamo tutti a conoscenza.

30/09/2008

ENRICO LETTA: "L'ANTIBERLUSCONISMO NON CI FA VINCERE".

Enrico Letta, allora: Walter Veltroni denuncia una deriva autoritaria del governo, Silvio Berlusconi reagisce chiudendo a ogni forma di dialogo. La scena politica sembra, di nuovo, bloccata. O no?
«Bloccata?»
Siamo a quel muro contro muro che Veltroni, per tutta la campagna elettorale, aveva giurato di voler evitare.
«Guardi che é Berlusconi ad aver a1zato ripetutamente i toni e...».
Può fare degli esempi?
«Prendiamo la legge elettorale per le prossime Europee: Berlusconi se la immagina identica a quella delle recenti politiche»

29/09/2008

ENRICO LETTA: " RIGORE, COMPETENZA E SVILUPPO SOSTENIBILE. PAROLE 'SPARTIACQUE'NON SOLO PER CHI CREDE".

Le parole pronunciate da Benedetto XVI a Cagliari costituiscono uno spartiacque: sono destinate a lasciare un segno, per quello che contengono e anche per quello che non contengono. Da tempo non veniva da un Pontefice un'esortazione così forte, così netta, che ho accolto con grande piacere e che credo vada letta sia come analisi dei primi quindici anni della cosiddetta "Seconda Repubblica", paragonata alla Prima, sia con lo sguardo in avanti. In questa Seconda Repubblica i politici di ispirazione cristiana non sono più così importanti come nella Prima: c'è uno "scollamento". A fronte di una politica sempre più lontana, nella quale si aboliscono le preferenze e dominano i meccanismi di "cooptazione", le giovani generazioni, anche quelle cattoliche, preferiscono dedicare il loro impegno ad altro, ad esempio al volontariato.

28/09/2008

"IL PD E IL NORD: COME SUPERARE IL BARATRO".

"E' fondamentale lasciare da parte la discussione scomposta di questa ultima estate. Perché se il PD è diventato una sorta di Unione in piccolo, cioè se tutti i litigi che hanno travagliato per due anni l'Unione ora li riproponiamo al nostro interno e raccontiamo una storia fatta di personalismi e di lotte continue, non c'è speranza. Dobbiamo decidere se radicare il PD sul territorio o essere un partito ‘liquido', ‘gassoso' (io credo che un partito sia fatto di sezioni e  militanti), e scegliere  se vogliamo essere un partito di opposizione oppure un partito di governo" (in allegato il testo integrale dell'intervista).

24/09/2008

ENRICO LETTA: "I COLLEGI UNINOMINALI OPPURE LE PREFERENZE, LE UNICHE DIFESE PER LA NOSTRA DEMOCRAZIA".

Se ne sta parlando troppo poco. E bene fa «Il Riformista» a tenere alta l'attenzione. La questione delle preferenze e la nuova legge elettorale per le europee del giugno prossimo rappresentano un tornante decisivo di questa legislatura. Doveva essere addirittura la «legislatura costituente» nelle parole ricorrenti di Silvio Berlusconi prima e dopo le elezioni di aprile. E la necessità per il paese di una legislatura di riforme istituzionali è davvero stringente, oggi ancor più di ieri.

15/09/2008

IL NORD ITALIA SARA' SEMPRE "TERRA OSTILE" PER IL PD? INTERVENTO DI ENRICO LETTA.

E' fondamentale lasciarci da parte la discussione scomposta di questa ultima estate. Perché se il PD è diventata una sorta di Unione in piccolo, cioè se tutti i litigi che hanno travagliato per due anni l'Unione ora li riproponiamo all'interno del PD e all'esterno raccontiamo una storia fatta di personalismi e di lotte continue, non c'è speranza. Finalizziamo, invece, questa discussione a sciogliere il nodo se vogliamo essere un partito di opposizione oppure un partito di governo e a decidere su come radicare il partito sul territorio (sono contro il partito ‘liquido', ‘gassoso', perché il partito è fatto di sezioni e di militanti)...

14/09/2008

ENRICO LETTA: "QUESTO WELFARE E' MASCHILISTA".

La diagnosi è simile a quella del governo, ma la cura no. Enrico Letta lancia lo slogan «Prima le donne e i bambini». E avverte: investire non è vizio da conservatori. Il Ministro ombra del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali Enrico Letta vorrebbe cambiare questo welfare. Perché secondo lui è troppo maschilista. Sì, ha detto proprio così. E per questo motivo è pronto a confrontarsi con il suo omologo nel governo vero, Maurizio Sacconi.

Onorevole Letta, il ministro Sacconi nel precedente numero di «Io Donna parla» del suo Libro Verde, ossia della consultazione pubblica sul nuovo modello di Stato sociale da lui lanciata. Voi del Partito democratico, cosa farete, starete a guardare?
«Assolutamente no, non ci sottrarremo al confronto con Sacconi. Lo Stato sociale è stata una conquista molto importante per l'Italia, ma ha grandi buchi».

08/09/2008

SALUTARE SFERZATA CHE CI RICHIAMA TUTTI AL MERITO E ALL'IMPEGNO".

Onorevole Enrico Letta, è anche una critica quella del Papa che chiede alla nuova generazione di politici acattolici di essere più rigorosi e più bravi?
«Io la prendo come una salutare sferzata per tutti noi, sia per quelli impegnati nel Pd sia per quelli del Pdl sia per quelli dell'Udc. È un richiamo benvenuto, e io l'ho letto con grande contentezza, perché non stiamo facendo abbastanza e perché abbiamo una inadeguatezza di fondo».

02/09/2008

GUIDO BODRATO: "QUELLO CHE NEL PD NON SI DICE".

Ho seguito, attraverso Nessuno tv, alcuni dibattiti della Festa democratica, e ho particolarmente apprezzato, del confronto tra Di Pietro e Rosy Bindi (moderato da Bianca Berlinguer e Claudio Sardo), l'intervento di Rosy dedicato all'identità e alla strategia del Partito democratico.

25/08/2008

ENRICO LETTA: "ORA E' ALLARME ROSSO. DIALOGHIAMO CON L'UDC".

Un partito percorso dal «virus della minoranzite» che ormai è da «allarme rosso». Con queste parole Enrico - con un'intervista concessa a La Stampa, la prima dopo la pausa estiva - ha risposto pubblicamente alle tante tensioni che attraversano in queste settimane il PD. «Penso si sia superato il livello di guardia», spiega portando ad esempio il caso Sardegna che finisce in Tribunale.  «Per questo lancio un allarme forte e accorato: si sta diffondendo nel partito il virus della minoranzite: si sta meglio in minoranza,  ma così non ci si confronta con i problemi reali. Un virus che può portare alla distruzione del PD».

Condividi contenuti
Powered by Powered by Eta Beta

Alessandro Bizjak - Consigliere Regionale Regione Piemonte
via Arsenale, 14 - 10121 Torino - Tel. 011.57.57.461 - Fax 011.53.48.22 - E-mail: info@alessandrobizjak.it