Rassegna stampa

23/11/2008

ENRICO LETTA: "SE E' TUTTA UNA SFIDA DALEMIANI-VELTRONIANI IL PARTITO MORIRA'".

Nelle polemiche senza fine che stanno squassando il Pd, finora ha mantenuto un ruolo defilato. Ma Enrico Letta - che già sfidò Veltroni alle primarie, che ha una sua associazione, «360», che si è riunita proprio ieri a Napoli, che del governo ombra è responsabile del welfare - tutto può fare oggi tranne che tenersi fuori dall'agone. Perché è proprio lui tra i maggiori «indiziati» a sfidare nel prossimo futuro la leadership di Veltroni.

È così, onorevole, lei è in rampa di lancio per competere alla segreteria al prossimo congresso, magari con l'appoggio di D'Alema?
«Purtroppo leggo continuamente gossip di tutti i tipi sulle vicende del Pd, ed è un gossip che ci sta facendo molto male».
Significa che non ha intenzione di candidarsi?
«Significa che la mia candidatura non è all'ordine del giorno. Oggi c'è Veltroni, un segretario legittimato dal voto di oltre due milioni e mezzo di militanti, e io credo che in questo momento il nostro compito sia quello di aiutarlo a guidare e rafforzare il partito. Veltroni e io stiamo infatti lavorando insieme per la conferenza nazionale del welfare che si apre giovedì. Tutti dobbiamo darci da fare per rafforzare il partito, trovando il modo per discutere tra noi, per avere pluralismo interno».

14/11/2008

ENRICO LETTA: "LO SCIOPERO NON SERVE, IL PD NON LO FA".

Sono passate da poco le tre, sulle agenzie scorrono i flash della nomina del senatore del Pd Roberto Villari alla presidenza della commissione di Vigilanza. Il primo commento del suo compagno di partito, Enrico Letta, è sul caso del giorno, sullo strappo della maggioranza sulla Rai: «mi sembra un metodo balordo: un gesto che non potrà che avere le dimissioni di Villari come risposta». Ma in queste ore il ministro ombra del Welfare è preoccupato soprattutto per una questione che sta cominciando a creare tensioni nel Partito democratico: la pesante spaccatura tra Cgil e Cisl. 

13/11/2008

RIFIUTI NUCLEARI, CONTO ALLA ROVESCIA PER IL SITO UNICO.

Una storia tipicamente italiana, fatta di piani segreti solo sulla carta e di decreti mai applica­ti, di anni d'oblio e di improvvise mo­bilitazioni popolari. La vicenda del de­posito unico nazionale per i rifiuti nu­cleari è una delle grandi incompiute degli ultimi quarant'anni: tutti ne par­lano, nessuno si muove. Eppure ci so­no oltre 27mila metri cubi di scorie ra­dioattive da smaltire, che diventeran­no 80mila quando verrà completato lo smantellamento delle centrali nu­cleari bloccate col referendum del 1987. Si tratta di rifiuti che gli esperti definiscono a bassa e media attività, cui andranno ad aggiungersi altri 10mila metri cubi ad alta attività (...).

13/11/2008

LA PAURA DI SALUGGIA: NON LASCIATE QUI LE SCORIE.

Tanto per capire che aria tira, ap­pena parli di nucleare a Salug­gia minacciano di querelarti: «Non provate a scrivere che le nostre piante crescono sulle scorie. Siamo un chilometro a nord del fiume!» pun­tualizza Roberto Molinatto, vicepresi­dente del consorzio del fagiolo salug­gese, che qui si coltiva da cinquecen­to anni perchè è perfetto per la panis­sa, la minestra di riso dei contadini (...).

11/11/2008

ENRICO LETTA. "QUESTO E' IL MODELLO VINCENTE A LIVELLO NAZIONALE".

«Credo si debba riflettere sul modello Trento». Sì, al "modello Trentino" Enrico Letta ci ha creduto da sempre. Anzi, di più. Del "modello Trentino" si può ben dire che il ministro ombra per il welfare è stato il principale teorico, nel Pd. Molto legato al presidente della provincia, che lo aveva sostenuto alle primarie del 14 ottobre, Letta ieri ha festeggiato a Trento con Lorenzo Dellai il successo dell'alleanza incardinata su Pd e Upt alleate con l'Udc. «Cioè l'unico modello - è la sua tesi - con cui possiamo vincere anche a livello nazionale».

11/11/2008

ENRICO LETTA: "E' UN MODELLO DA ESPORTARE. VINCENTE L'ALLEANZA CON L'UDC".

Festeggia Enrico Letta, e si capisce. Perchè il successo in Trentino, del quale "si discuterà a lungo" visto che indica al Pd la "via da seguire", è anche suo: fu lui, il ministro ombra del Welfare, a far siglare a fine giugno, a Piacenza dove si celebrava la prima uscita della sua associazione "360", l'intesa tra Dellai e Casini (...).

07/11/2008

ENRICO LETTA: "RAPPORTI SOLIDI CON L'UDC. STOP ALLE VECCHIE ALLEANZE".

C'è da parlare della conferenza programmatica del Partito democratico, del suo nuovo corso politico, delle alleanze che si vanno delineando e della legge elettorale per le europee. Ma quando Enrico Letta mi si siede davanti il primo istinto è quello di soddisfare una curiosità repressa da giorni. Un articolo del Giornale del 4 novembre lo dava in partenza per la Toscana, destinazione Regione, missione governatore. «Non so chi abbia messo in giro quella voce, ma la considero una bufala, un'ipotesi che non esiste». Si legge, nell'articolo, che qualcuno cerca di allontanarlo da Roma perché rappresenta un pericolo per la leadership di Walter Veltroni. «I soliti gossip giornalistici » mi liquida lui, e mi fa cenno di passare oltre. Anche perché l'agenda del Pd, a dispetto di chi parla di 'traversata nel deserto', è fitta di appuntamenti. «La conferenza programmatica (che si terrà probabilmente ai primi di febbraio, ndr) è forse il più importante di tutti». E al Nazareno si stanno dando da fare per arrivarci con i compiti già fatti: «In questo periodo di ?opposizione? dobbiamo affrontare due priorità: portare a compimento un grande lavoro di elaborazione delle idee che ci permetta di vincere nel futuro, e ?costruire? il partito in tutti i territori. Perché in questo senso il Pd ancora non c'è: c'erano i Ds e c'era la Margherita, ma noi dobbiamo radicare il Pd nel tessuto del Paese» (...).

28/10/2008

ENRICO LETTA: "SERVE UN REGOLATORE GLOBALE".

«Il bisogno di arrivare a una nuova architettura economica internazionale c'era anche prima dell'attuale crisi e gli scontri fra le due sponde dell'Atlantico erano stati già piuttosto forti». Secondo Enrico Letta, segretario generale dell'Arel e responsabile welfare nel Governo ombra del Pd, l'Italia non deve perdere l'occasione della presidenza di turno del G8 per giocare le sue carte a favore di una nuova Bretton Woods.

27/10/2008

ENRICO LETTA: "NON SALVIAMO SOLO LE BANCHE".

Un'occasione irripetibile davanti a noi. Un'occasione attesa da anni da tutti quelli che pensavano che alla globalizzazione dell'economia dovesse accompagnarsi la costruzione di nuovi istituzioni e nuove regole. Questa occasione diventa oggi anche la sfida tra riformismi, il banco di prova per vedere se quei conservatori e populisti che negli ultimi tempi sono stati più bravi a prendere consenso sono anche in grado di disegnare la nuova architettura.

26/10/2008

TUTTE LE BUGIE DEL PREMIER SULLA SCUOLA. DOSSIER DEL PD.

TEMPO PIENO
Nel Piano programmatico inviato al Parlamento scompare il "tempo pieno" e compare la dizione "estensione delle ore di lezione fino a un massimo di 10 ore settimanali comprensive della mensa": si pensa dunque a un "doposcuola" di tipo ricreativo che è una cosa ben diversa dal tempo pieno didattico. Comunque sia, l'eventuale "aumento" si potrà realizzare solo se si imporranno a tutte le famiglie le classi con 24 ore settimanali con il maestro unico (quindi niente più scelta fra 24, 27 o 30 ore settimanali e tempo pieno).
Tuttavia anche in questo caso, Berlusconi non mantiene le promesse: ha più volte dichiarato, l'ultima il 16 ottobre, che le mamme possono stare tranquille perché aumenterà il tempo pieno "del 60%". Se così fosse avrebbe dovuto istituire 17.400 (il 60%) a 40 ore o 14.000 (il 50% in più) e certo non le 3.950 in 5 anni annunciate oggi. ( le classi a tempo pieno sono attualmente 34.270).

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Alessandro Bizjak - Consigliere Regionale Regione Piemonte
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