Rassegna stampa

06/10/2009

BERSANI: LE IMPRESE NEL MIO PROGETTO.

«Mi lasci partire da Giugni».
Doveroso.
È difficile sopravvalutare il suo ruolo nell'evoluzione civile e sociale di questo paese. È stato un caposcuola. Un riformista. Ha aiutato a civilizzare i rapporti di lavoro.
Bersani, finalmente è in arrivo il congresso.
Dopo l'addio di Veltroni lei aveva auspicato che il partito sapesse tornare nelle fabbriche. Se le primarie confermeranno la sua maggioranza congressuale, comincerà da lì?
Il mio sarà un partito popolare in chiave moderna. Dobbiamo rivolgerci ai lavoratori, alla piccola impresa, alle famiglie, alle nuove generazioni. E per dare concretezza a questo approccio dobbiamo essere radicati e presenti laddove questo popolo vive. C'è un pezzo di Italia che è totalmente fuori dalla comunicazione. Dobbiamo arrivare anche a questa gente.

11/09/2009

LETTA: "DIAMO UNA SPONDA A FINI CONTRO IL PREMIER".

«È in corso uno scontro istituzionale molto grave. Il Pd non può semplicemente assistere dell'esterno, come uno spettatore». Perché altrimenti, dice Enrico Letta, «nella nuova fase che si apre rischiamo di farci trovare ai margini del sistema politico».
Nuova fase?
« È evidente che siamo all'imbrunire del Berlusconismo. Può anche volerci ancora un tempo lungo, ma è chiaro a tutti che il 'dopo' comincia adesso. E noi dobbiamo essere tra quelli che riescono a giocare la partita al centro della scena, per riuscire a trasformare il Pd da opposizione ad alternativa di governo».
Le prime mosse?
«Serve un Pd più forte e poi dobbiamo lavorare per costruire un rapporto con l'UDC e nell'immediato offrire una sponda istituzionale a Fini».

24/07/2009

ENRICO LETTA: "NEL 2010 L'ALLEANZA PD-UDC ANCHE NELLE REGIONI ROSSE".

L'altra volta partecipò al congresso-celebrazione con un ruolo assegnato, quasi da sparring partner. Stavolta Enrico Letta è in prima fila, accanto a quel Pierluigi Bersani con il quale ha sempre registrato una particolare sintonia. Ma ora è battaglia vera. «È la vera partenza del Pd. Quella precedente è stata una falsa partenza. I gruppi dirigenti di Ds e Margherita si erano messi d'accordo su un candidato unitario, e poi è più facile costruire un nuovo partito stando all'opposizione che stando al governo. Possiamo lavorare sul lungo periodo».

Il segretario Dario Franceschini dice che con Bersani finirebbe il bipolarismo. Si sente così poco bipolare?
«Trovo sbagliato quell'argomento e trovo sbagliato che il segretario caricaturizzi così le posizioni del suo principale concorrente. Semplicemente perché non è vero che la linea di Bersani sia quella di tornare alla prima repubblica. Vogliamo solo un partito che all'interno di un sistema bipolare costruisca delle alleanze».

23/07/2009

ENRICO LETTA: "A OTTOBRE LA NOSTRA ULTIMA CHANCE. IL PD PUO' VINCERE SOLO CON L'UDC".

«Io con il candidato in continuità col Pci-Pds-ds? Ma se Cofferati dice che appoggia Franceschini perché è più di sinistra di Bersani!». Enrico Letta non ha dubbi: «Bersani parte dalla discontinuità con questi 20 mesi, dopo due sconfitte non vedo come si possa fare diversamente».
Perché non si è candidato?
«Non era il momento della testimonianza. Questo congresso è l'ultima occasione per il Pd. Abbiamo toccato il fondo, quel 26% non è sotto il fondo solo per la festa di Casoria che ha limitato la nostra emorragia e tolto voti al premier».

12/07/2009

ENRICO LETTA: "BASTA SCORCIATOIE, GIUSTA LA LINEA SUL SUMMIT".

«Dal G8 traggo un in­segnamento per il congresso del Partito democratico», dice Enrico Letta. Lì per lì viene da domandar­si se c'entrano un certo invaghi­mento per Barack Obama, la lotta per la riduzione della povertà tan­to proclamata nel vertice, il contra­sto del riscaldamento globale. Poi il responsabile economico del Pd, che ha una vocazione di governo sperimentata da ministro e da sot­tosegretario alla presidenza del Consiglio, va avanti e viene fuori che l'insegnamento riguarda altro: la tregua tra maggioranza e opposi­zione proposta e ottenuta in occa­sione del summit internazionale al­l'Aquila da Giorgio Napolitano.
Quale insegnamento sarebbe quello del G8?
«Che seguendo la linea adottata per il vertice il Pd può rendersi centrale per la guida del Paese. In questa occasione abbiamo detto: per prima cosa viene l'Italia. Spe­ro che ciò sia entrato nel cuore del congresso, perché troppe volte c'è stata la tentazione della scorciato­ia».

03/07/2009

ENRICO LETTA: "QUESTO CONGRESSO E' L'ULTIMA CHANCE".

Caro direttore, finalmente primarie vere, finalmente un congresso vero. Finalmente sapremo se era l'idea ad essere giusta e la partenza ad essere sbagliata oppure no. Non condivido il pessimismo di chi denuncia il rischio di un "congresso conta" e di chi cerca disperatamente terzi candidati purchessiano. Abbiamo una grande occasione per farci valere. Ognuno può mettere cuore e testa in questa avventura congressuale che può rimetterci al centro della politica italiana, proprio mentre Berlusconi sta scivolando. Con questo spirito carico di realismo e di entusiasmo sento che dobbiamo cominciare a discutere. La competizione sarà vera. Non si sa in partenza chi vincerà.

19/06/2009

ENRICO LETTA: "COME ANTICHI SCALPELLINI DISEGNIAMO IL FUTURO".

C'è chi ne sminuisce la portata e chi rivendica di averla prevista per tempo. Chi rispolvera vecchi paradigmi e chi ne teorizza di originali per definire un nuovo modello di capitalismo. Oppure c'è semplicemente chi aspetta che l'onda defluisca, illudendosi che prima o poi tutto tornerà come prima. A ciascuno la sua idea della crisi: pochi punti fermi, tante voci, molta incertezza. Quale che sia la diagnosi più calzante, non v'è dubbio che essa sia ormai al centro dell'agenda internazionale. Pochi giorni fa, in occasione del Festival dell'Economia di Trento, di crisi si è discusso in decine di appuntamenti pubblici animati e interessanti. Come è stato possibile non mettere un freno al turbocapitalismo degli anni scorsi? Chi è il responsabile di questa degenerazione? Quali scenari dobbiamo attenderci? Gli interrogativi e le risposte sono ovviamente moltissimi. Su un punto, tuttavia, a Trento come nel resto del dibattito pubblico, sembra registrarsi una sostanziale condivisione: per superare la crisi c'è bisogno di fiducia. Fiducia come ottimismo, con tutto ciò che questa interpretazione comporta in termini di aspettative di vita e di consumo. Ma fiducia anche e soprattutto come coesione, come elemento fondante - insieme al concetto dell'autorità e al valore delle regole - di quello che comunemente viene definito "capitale sociale".

14/06/2009

ENRICO LETTA: "IO IN CAMPO PER BERSANI SE LASCIA LA SOCIALDEMOCRAZIA".

Enrico Letta sta girando l' Italia per la campagna elettorale in vista dei ballottaggi: giovedì sera Milano, l' altro ieri Cinisello Balsamo, ieri Fidenza e Parma. Sono giorni in cui molti guardano a lui per il futuro del Pd, e Marco Follini gli chiede esplicitamente di candidarsi alla guida del partito. Dice però Letta: «Se viene archiviata la socialdemocrazia, come hanno fatto gli elettori europei, e se la sua candidatura si appoggia a una nuova generazione, sono pronto con le mie idee a scendere in campo a sostegno di Pierluigi Bersani». Non come vice, a ricostruire un tandem come quello tra Veltroni e Franceschini. «Ho sempre pensato che il ticket non sia una cosa saggia. In un partito nuovo, che ha bisogno di amalgama, non ha senso indicare un leader che venga dall' ex partito maggiore e un numero 2 che venga dall' ex partito minore. Non sono alla ricerca di posti. Ma intendo dare un contributo di idee». Le idee esposte nel suo ultimo libro, Costruire un cattedrale, anticipato dal Corriere due mesi fa.

02/06/2009

ENRICO LETTA: "I LEGAL STANDARD? A DRAGHI LA GESTIONE".

Il Financial stability board (Fsb) guidato da Mario Draghi potrebbe diventare l'Esecutivo del G-20 sul modello del rapporto in Europa tra Consiglio e Commissione». Un organo esecutivo forte per gestire le decisioni del G-20 e occuparsi della loro applicazione, approvazione e messa in atto, dall'endorsement alla delivery. Non basta scrivere le regole, è altrettanto importante che vengano applicate: «il rischio maggiore che corre il progetto del global legal standard e la stesura di regole auree di cooperazione giuridico-fiscale, per ridare corpo ai concetti di onorabilità e di trasparenza dimenticati in questi anni, è quello di cadere nel velleitarismo. Ma vale la pena provarci e bene ha fatto il ministro Tremonti a prendere questo rischio».|

25/05/2009

ENRICO LETTA: "SMETTIAMOLA DI ESSERE PUDICI E INCHIODIAMOLO".

Berlusconi dice che io e Rutelli ce ne stiamo per andare dal Pd? È un segnale interessante. È una mossa disperata, di una persona non serena: dimostra che, nonostante il trionfalismo dei sondaggi, la partita delle europee non è affatto chiusa. Berlusconi è in preda al nervosismo, perché la vicenda Noemi gli sta sfuggendo di mano». Enrico Letta sorride del premier che lo dà in uscita verso l'Udc: «Stupidaggini, non ho nessuna intenzione di andare nell'Udc. L'ho già detto e lo ripeto. Berlusconi sta sparando all'impazzata, dalla riduzione dei parlamentari fino a queste storielle su di me: è palese il tentativo di depistaggio per distogliere l'opinione pubblica dal caso Noemi che è il suo vero punto debole. Ma noi su questo dobbiamo inchiodarlo».
Finora avete avuto un certo fair play...
«È vero, ci siamo mossi con troppo pudore e rispetto. Adesso è il momento di mettersi le scarpette chiodate, di inchiodarlo alle sue responsabilità. Io non so se le rivelazioni che abbiamo letto sui festini a Villa Certosa siano vere: il premier deve rendere conto fino in fondo. In queste due ultime settimane di campagna elettorale dobbiamo fare noi i fuochi d'artificio per rovesciare la situazione a partire dalle sue bugie».

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Alessandro Bizjak - Consigliere Regionale Regione Piemonte
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