INFRASTRUTTURE, ENERGIA, SANITA’ E CULTURA. L'INTERVENTO DI MERCEDES BRESSO A VERCELLI.

Abbiamo bisogno di due cose. Di un Governo coraggioso che abbia non solo la capacità di affrontare i grandi problemi che ci sono, ma che sappia anche portare il nostro Paese ad accettare pienamente le sfide del futuro. La situazione mondiale è di grande complessità e occorre davvero molto coraggio per guidare una piccola barca come quella italiana in un mare aperto come è oggi l'economia e la finanza internazionali.

Ci vuole coraggio e ci vuole la possibilità di prendere le decisioni e di eseguirle. Per fare questo  occorre un Governo che sia omogeneo, quindi il Governo di un partito. Capace di prendere delle decisioni e di realizzarle, perché i tempi sono una variabile non indipendente, ma un fattore essenziale. Un Governo capace di realizzare il proprio programma, a cominciare dalla semplificazione legislativa e burocratica ma capace soprattutto di scommettere sul futuro.

L'Italia è un Paese che ha bisogno di una sferzata. Poche volte nella storia delle campagne elettorali abbiamo visto un partito e il suo leader così determinato a parlare soprattutto di futuro, senza continuare con l'infinita serie delle recriminazioni reciproche o delle polemiche di bottega, ma fermamente orientato a parlare di cosa vogliamo fare per il Paese.

Abbiamo bisogno di un Governo che accompagni lo sforzo dei territori verso la capacità competitiva, cioè l'individuazione da parte di ogni territorio delle sue capacità, delle sue particolarità e potenzialità. La Regione vuole accompagnare e aiutare i territori in questo sforzo. Ad esempio, attraverso un lavoro sui fondi europei che rappresentano la nostra risorsa per gli investimenti nei prossimi sette anni. Se vengono utilizzati male o sbriciolati in tanti rivoli non producono nulla. Stiamo cercando di fare emergere la capacità di progettazione dei territori, individuando le questioni più importanti per il loro sviluppo.

 Poi, dobbiamo affrontare con forza il tema delle infrastrutture. Abbiamo costituito la società mista tra Regione e Anas che sarà il soggetto concedente del completamento del sistema infrastrutturale piemontese, in particolare il collegamento della Pedemontana, ma anche il sistema tangenziale torinese, etc. Interventi già in progettazione, che ora possono essere messi in cantiere. Questa è una necessità assoluta, perché una delle carenze fondamentali del nostro Paese è avere avuto nel passato un forte impegno infrastrutturale, poi a poco a poco abbiamo perso colpi e oggi siamo arretrati. Bisogna cominciare a colmare questo distacco anche chiudendo l'annosa vicenda della TAV verso Lione e continuando la linea dell'alta velocità anche verso Est. Il collegamento Torino-Venezia è stato trascurato, ma è il logico completamento della Torino-Lione, altrimenti il Corridoio 5 non potrà esistere.

Altro tema importante è l'energia. Siamo il Paese in cui l'energia costa di più per una serie di ragioni, la prima delle quali è che non possediamo fonti energetiche nostre. Faremo un enorme sforzo (un terzo dei fondi strutturali) sul versante della produzione di energie rinnovabili da tutte le fonti possibili. Stiamo organizzando gli stati Generali dell'energia proprio per mobilitare le risorse del territorio piemontese, coinvolgendo i produttori delle attrezzature per le fonti rinnovabili, stimolando la domanda pubblica e privata, sviluppando la ricerca applicata. Se ci riusciremo, trasformeremo una valanga di denaro, oggi destinata nell'importazione di petrolio e gas, sempre più in occasioni di produzione, di lavoro, di creazione di reddito. Vogliamo costruire un sistema produttivo piemontese incentrato su quattro poli, quelli torinese, alessandrino, novarese e il polo vercellese.

Tutto il nostro sistema produttivo ha bisogno di essere svecchiato, di innovare, di puntare su tecnologie avanzate per competere nel mondo. Anche la sanità. La sanità oggi rappresenta un costo enorme, ma può diventare anche una grande opportunità. Dobbiamo mantenere ferma la barra dei costi, per non affondare sotto il peso della spesa sanitaria, ma dobbiamo realizzare nuove strutture (abbiamo investito quasi 4 miliardi per l'edilizia sanitaria) e stimolare la nascita di aziende. Abbiamo poche imprese che producono ciò che serve alla sanità, così oggi 8 miliardi di euro di spesa corrente finiscono quasi tutti fuori regione. Nascerà la Città della salute a Novara, ne realizzeremo una a Torino, e la nostra idea è che intorno agli ospedali si crei quella rete di attività economiche che sono in grado di produrre innovazione.

Siamo una Regione che punta molto sulla cultura, sullo sviluppo delle attività culturali come strumento per far crescere il turismo, la qualità della vita dei cittadini, ma anche l'attrattività dei territori. Le imprese preferiscono installarsi laddove ci sono condizioni di vita e di lavoro attraenti. Quando General Motors ha deciso di stabilire i propri centri di ricerca a Torino ha sottolineato come questa sia una localizzazione interessante per loro, perché molto vicina al Gran Paradiso e al mare. Investire nella qualità del territorio è un modo non solo per attrarre turisti, ma anche attività economiche. Abbiamo scommesso sul fatto che il Piemonte-che ha nell'area lombarda, emiliana e ligure dei vicini di grande potenza economica, per non dire di Svizzera e Francia-possa diventare un attrattore, quindi abbiamo deciso di investire su Novara, Alessandria e Vercelli.

L'esperienza del Guggheneim è stata molto interessante e ha dimostrato come a Vercelli ci sono potenzialità e strutture adeguate, e non è vero che si deve sempre e solo offrire la location torinese o al massimo quella delle Langhe, ma possono esserci altre alternative che vengono apprezzate.

Nell'ultima edizione di Artissima è stato creato il Frac, il fondo regionale per l'arte contemporanea, che consente di acquistare delle opere soprattutto di giovani artisti che poi verranno fatte circuitare in Piemonte. Abbiamo deciso di iniziare proprio da Vercelli. Crediamo che l'offerta culturale debba essere omogenea sul territorio. Non possiamo avere un'offerta che degrada man mano che ci si allontana da Torino. La qualità è un elemento essenziale dell'immagine che dobbiamo dare al mondo.

Stiamo intervenendo sul sistema turistico montano. Consolidare i poli di eccellenza in alta montagna, laddove la neve, nonostante il riscaldamento climatico, ci sarà ancora e quindi vale la pena investire, ma anche dare supporto alla riconversione di quelle altre zone per le quali neppure l'innevamento artificiale può bastare e che necessitano di nuovi modelli di turismo.

Chi governa un sistema complesso come una Regione deve avere idee chiare sulle cose da fare, dare indicazioni precise, non decidere dall'alto, ma avere la capacità di orientare, di spingere i territori ad esprimere le proprie potenzialità: aiutarli, valorizzarli e metterli in rete in modo che diventino più forti. Le risorse sono poche e vanno usate al meglio, le eccellenze vanno messe in rete, gli sforzi coordinati e la promozione nel mondo deve essere fatta insieme. Dobbiamo farlo anche come Paese. Ce la possiamo fare per uscire da questo torpore e da questo continuo arrotarci sulle critiche a noi stessi.

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Alessandro Bizjak - Consigliere Regionale Regione Piemonte
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