ENRICO LETTA: "I LEGAL STANDARD? A DRAGHI LA GESTIONE".

Il Financial stability board (Fsb) guidato da Mario Draghi potrebbe diventare l'Esecutivo del G-20 sul modello del rapporto in Europa tra Consiglio e Commissione». Un organo esecutivo forte per gestire le decisioni del G-20 e occuparsi della loro applicazione, approvazione e messa in atto, dall'endorsement alla delivery. Non basta scrivere le regole, è altrettanto importante che vengano applicate: «il rischio maggiore che corre il progetto del global legal standard e la stesura di regole auree di cooperazione giuridico-fiscale, per ridare corpo ai concetti di onorabilità e di trasparenza dimenticati in questi anni, è quello di cadere nel velleitarismo. Ma vale la pena provarci e bene ha fatto il ministro Tremonti a prendere questo rischio».|

Enrico Letta, attuale responsabile welfare del Pd, scommette sul rafforzamento del Fsb con un ruolo «complementare» rispetto alla stesura delle regole di base da parte dello Stato e degli sherpa del G-20.Entrato nella rosa degli esperti impegnati da mesi nel processo dei lavori preparatori al global legal standard che sarà presentato dall'Italia al prossimo G-20, Enrcio Letta prenderà parte al Forum Ocse sul tema che si terrà a Parigi il 22-23 giugno, tra il vertice ministeriale di Lecce e il G8 de L'Aquila. In un'intervista al Sole 24 ore, Letta traccia una netta distinzione tra il ruolo dello Stato e quello del mercato, riconoscendo al G-20 e FSB compiti egualmente fondamentali: a differenza di Tremonti che intervistato dal Sole 24 ore ha definito il Fsb «una struttura tecnica che definisce regole tecniche».Quando lo Stato decide di scrivere le regole per il mercato, non si corre il rischio che l'interventismo pubblico soffochi il mercato?Gli eccessi del mercato sono colpevoli tanto quanto le omissioni di Stato. Non dobbiamo uscire dalla crisi con uno statuto che si sostituisce a un mercato sottomesso, sottodimensionato e sottoposto. Per questo occorre fissare nuove regole auree di trasparenza e onorabilità e con la global legal standard ci muoveremo verso la direzione della maggiore cooperazione globale degli ordinamenti giuridici e fiscali e contro contro la competizione: temi come la lotta ai paradisi fiscali e a qualsiasi norma favorevole a evasione e elusione, per i quali si batte Angel Gurrìa, segretario generale dell'Ocse, istituzione alla base della riflessione sui legal standards. Bisogna evitare che questo sforzo del G-20 faccia la fine del G-8, morto per assenza del delivery rispetto alle decisioni annunciate nei vertici.Come?Dobbiamo immaginare un organo che gestisce le decisioni del G-20. E questo organo è il financial stability board, al quale il G-20 di Londra ha affidato un mandato sulle regole dei mercati. Un ruolo assolutamente complementare a quello di Stato e politica: ma un Fsb forte è un tema chiave, direi fondamentale.Quindi un Fsb di Mario Draghi non deve limitarsi ai tecnicismi, come sembrerebbe invece indicare Tremonti.Direi di no. Peraltro trovo sia un'occasione delicata irripetibile che l'Italia presieda il G-8/G-20 dell'Aquila e che un italiano presieda il Fsb. Abbiamo un compito importante e Tremonti lo sta gestendo con saggezza. Il problema, semmai, è che al G-8 ci sarà Berlusconi.La leadership dell'Italia è rafforzata dal fatto che il nostro Paese non è stato schiacciato dalla crisi finanziaria, come altri?Ricordiamo che gli Stati Uniti hanno varato il Sarbanes-Oxley Act ma poi non lo hanno applicato. Il Regno Unito a fine 2007 ha posto il veto alla creazione di un'autorità di vigilanza europea, proposta da Romano Prodi e Tommaso Padoa Schioppa. L'Italia invece dopo la crisi di Cirio e Parmalat ha adottato cambiamenti di regole bipartisan che hanno funzionato.

AllegatoDimensione
Sole24Ore(2-06-09)LETTA.pdf100.16 KB
Powered by Powered by Eta Beta

Alessandro Bizjak - Consigliere Regionale Regione Piemonte
via Arsenale, 14 - 10121 Torino - Tel. 011.57.57.461 - Fax 011.53.48.22 - E-mail: info@alessandrobizjak.it