ENRICO LETTA: "SMETTIAMOLA DI ESSERE PUDICI E INCHIODIAMOLO".

Berlusconi dice che io e Rutelli ce ne stiamo per andare dal Pd? È un segnale interessante. È una mossa disperata, di una persona non serena: dimostra che, nonostante il trionfalismo dei sondaggi, la partita delle europee non è affatto chiusa. Berlusconi è in preda al nervosismo, perché la vicenda Noemi gli sta sfuggendo di mano». Enrico Letta sorride del premier che lo dà in uscita verso l'Udc: «Stupidaggini, non ho nessuna intenzione di andare nell'Udc. L'ho già detto e lo ripeto. Berlusconi sta sparando all'impazzata, dalla riduzione dei parlamentari fino a queste storielle su di me: è palese il tentativo di depistaggio per distogliere l'opinione pubblica dal caso Noemi che è il suo vero punto debole. Ma noi su questo dobbiamo inchiodarlo».
Finora avete avuto un certo fair play...
«È vero, ci siamo mossi con troppo pudore e rispetto. Adesso è il momento di mettersi le scarpette chiodate, di inchiodarlo alle sue responsabilità. Io non so se le rivelazioni che abbiamo letto sui festini a Villa Certosa siano vere: il premier deve rendere conto fino in fondo. In queste due ultime settimane di campagna elettorale dobbiamo fare noi i fuochi d'artificio per rovesciare la situazione a partire dalle sue bugie».

Si dice che in Italia, a differenza degli Usa, queste vicende non indignino l'opinione pubblica. Che il suo atteggiamento da tombeur de femmes piaccia agli italiani... «L'opinione pubblica deve sapere se il premier a Porta Porta ha detto delle bugie sul caso Noemi. E poi non stiamo parlando di battute da tombeur de femmes, qui ci sono di mezzo delle minorenni». Non teme che un nuovo referendum pro o contro Berlusconi sia un rischio per il Pd? «È lui che ci sta attaccando. Quello che ha detto di me e Rutelli, e anche di Franceschini, conferma che abbiamo avuto troppo rispetto verso un premier che non ha rispetto per l'opposizione. E poi sapere se un premier mente è fondamentale per la democrazia». Di Pietro presenterà una mozione di sfiducia al governo. Il Pd dovrebbe votarla? «Se ci sarà voteremo contro la fiducia. Detto questo mi sembra solo un'iniziativa elettoralistica di Di Pietro, cui faccio un appello: metta da parte i suoi piccoli interessi particolari, si faccia fronte comune per chiedere chiarezza sulla vicenda Noemi. La mozione in Parlamento rischia di ridare forza al premier. Sembra quasi che sia stata concepita più contro di noi che contro il premier». Che effetto le fa avere un premier che, stando al racconto dell'ex fidanzato di Noemi, organizzava per Capodanno una vacanza con decine di ragazze? «Se queste cose fossero vere il quadro sarebbe disgustoso. Aspetto che Berlusconi chiarisca. Fino a quando non lo fa, con lui non dobbiamo parlare d'altro». Lei crede che in un altro grande paese europeo il premier avrebbe potuto uscire indenne da una vicenda così imbarazzante? «Il fatto che una campagna stampa stia mettendo Berlusconi alle corde mi sembra un segno di vitalità. Anche altrove queste vicende hanno richiesto tempo, a partire dal caso Lewinsky. Mi pare che le cose stiano venendo fuori, non direi che la nostra sia una democrazia anomala. Ma molto dipende da noi: non dobbiamo avere paura». Perché Berlusconi ha scelto proprio lei e Rutelli? Se il Pd andasse molto male alle elezioni ci sarebbe un rischio di implosione? «Non a caso cerca di colpire noi: il Pd si gioca tutto sulla capacità di non prendere solo voti di sinistra. Senza voti moderati non va da nessuna parte, è il fronte su cui si gioca la partita tra noi e Berlusconi. Su cui dobbiamo raddoppiare gli sforzi».

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